Supporto Psicologico
Supporto Psicologico
Supporto psicologico nelle patologie croniche e oncologiche: un accompagnamento essenziale lungo il percorso di cura.
Molte persone affette da patologie croniche, inclusi i pazienti con patologia oncologica, riferiscono frequentemente il bisogno di un sostegno che vada oltre le sole cure mediche. In particolare, il momento della diagnosi rappresenta una fase estremamente delicata, in cui si attivano complesse dinamiche emotive e processi di adattamento legati alla nuova condizione di salute. A questa prima fase, segue un lungo e spesso faticoso percorso di accettazione e gestione della malattia, che può durare per tutta la vita.
In questo contesto, il supporto psicologico assume un ruolo fondamentale sin dalle prime fasi del percorso terapeutico. L’intervento è orientato a promuovere lo sviluppo e il rafforzamento delle risorse personali, al fine di aiutare il paziente a fronteggiare la nuova realtà con maggiore consapevolezza e resilienza.
L’obiettivo del lavoro psicologico è duplice: da un lato, facilitare l’espressione e la regolazione dei vissuti emotivi; dall’altro, sostenere le competenze relazionali del paziente, elemento chiave per favorire un’efficace integrazione con le diverse figure professionali coinvolte nel processo di cura. Tale approccio, incentrato su una visione multidisciplinare, contribuisce a creare una rete di supporto solida e coesa, indispensabile per il benessere psicofisico della persona.
Lo Spazio di Ascolto Psicologico
Il servizio è dedicato ai pazienti e ai caregiver regolarmente iscritti ad ANPESA.
Si configura come uno spazio protetto di ascolto, accoglienza e riflessione, finalizzato a sostenere l’elaborazione dei vissuti emotivi legati alla malattia e al ruolo di assistenza, attraverso un intervento professionale e integrato.
Il servizio si articola in due fasi:
- Fase di accoglienza e orientamento, tramite un primo colloquio clinico mirato alla comprensione dei bisogni psicologici e alla definizione condivisa del percorso di supporto;
- Fase di presa in carico psicologica, realizzata da un’équipe specializzata composta dagli psicoterapeuti Roberta Cimaglia, Walter Monterosso, Ettore D’Aleo e Mara Lastretti, che offre un intervento psicologico individualizzato e multidimensionale.
Il servizio è rivolto a persone affette da Enterospondiloartriti, Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (IBD), patologie reumatologiche, fibromialgia, sindrome di LARS e patologie oncologiche.
Particolare attenzione è riservata alle situazioni in cui la patologia oncologica coesiste con altre malattie croniche: in questi casi, il supporto psicologico proposto è integrato e orientato a cogliere la complessità dell’esperienza vissuta, sia sul piano medico che psico-emotivo.
Tutti gli incontri si svolgono nel pieno rispetto della riservatezza e del segreto professionale, in conformità con la normativa vigente in materia di protezione dei dati personali.
Per accedere al servizio o richiedere ulteriori informazioni, è possibile contattare telefonicamente la segreteria di ANPESA.
Gruppi di educazione terapeutica per pazienti e caregiver
Le malattie croniche rappresentano patologie in continua crescita, che richiedono continuità assistenziale e colpiscono non solo gli adulti ma anche i soggetti in età evolutiva.
Ulteriore fardello alla malattia è lo stigma che colpisce molti malati cronici ritenuti responsabili della loro patologia.
L’Educazione Terapeutica del Paziente (ETP) è il principale paradigma di cura nelle malattie croniche, mirato ad aumentare le conoscenze, le competenze e l’acquisizione di nuove abilità da parte del paziente e del caregiver.
Il Piano Nazionale Cronicità propone l’Educazione Terapeutica strutturata come strumento necessario per favorire l’empowerment delle persone con malattie croniche e la gestione della malattia nel proprio contesto familiare e sociale.
Le raccomandazioni EULAR 2021 e diverse Linee Guida indicano l’educazione del paziente come punto di partenza per un buon progetto di cura.
L’obiettivo dei gruppi di Educazione Terapeutica del Paziente sarà quello di migliorare non solo le conoscenze della propria malattia e dei trattamenti, ma soprattutto sviluppare abilità per fronteggiare i momenti critici, migliorare lo stile di vita per una buona qualità della vita e ridurre il disagio fisico e psicologico, spesso presente nei pazienti affetti da malattie croniche.
Gli incontri vedranno la partecipazione di diversi professionisti (medici, psicologi, infermieri, ecc.)
I gruppi di Educazione Terapeutica sono indirizzati a pazienti e caregiver iscritti all’Associazione.
Nei gruppi non verranno date soluzioni preconfezionate ma si accompagneranno i partecipanti ad una personale scoperta esperienziale di sé, che li renda maggiormente consapevoli e aperti a ciò che si presenta nella propria vita.
Un colloquio individuale (diagnosi educativa) verrà svolto da un professionista adeguatamente formato in Educazione Terapeutica per l’eventuale inserimento nel gruppo.
il paziente è sempre al centro
I Gruppi
“Il gruppo può essere ben più reale del mondo esterno”
IRVIN D. YALOM
Il gruppo rappresenta uno spazio protetto in cui raccontare e condividere la propria esperienza, esprimere ed elaborare emozioni, sentimenti, vissuti e pensieri, questo aiuta a sentirsi meno soli, più sollevati, ma è anche occasione preziosa di apprendimento di nuove modalità comunicative e relazionali, di sviluppare risorse interiori e di trovare nuove strategie per fronteggiare le difficoltà quotidiane, alla luce dei cambiamenti che spesso la vita ci pone davanti.
Il termine “gruppo” porta con sé molti significati tra cui “mettere insieme persone” o “insieme individuato da una propria configurazione o fisionomia”; spesso, però, si rischia di perdere di vista l’importanza ed il potenziale che esso può avere. Il gruppo non è composto solo da singole persone, ma anche dalla rete di relazioni che si costruiscono attraverso la comunicazione, in cui vengono proiettati i bisogni di tutti, le credenze e le aspettative.
Tiplogie d'intervento di gruppo possibili:
Il Gruppo Narrativo
Narrare significa ricordare, ri-pensare e ri-esaminare gli eventi della propria vita elaborando un pensiero legato all’esperienza. Attraverso la narrazione è possibile focalizzare la propria attenzione, sia sui particolari che rendono unica la vita di ognuno di noi, sia scoprire le similitudini di emozioni e di valori che ci rendono un po’ più simili.
L’approccio narrativo facilita, dunque, la comprensione del proprio vissuto, è utile sia “per capire” che “per cambiare” il modo in cui le persone vivono la realtà a partire da come l’hanno costruita interattivamente e discorsivamente.
All’interno del gruppo narrativo ogni partecipante deciderà cosa narrare agli altri e ciò lo renderà costruttore di sé e del proprio mondo.
Il Gruppo Psicoeducativo
Il Gruppo Psicoeducativo aiuta il paziente a sviluppare un processo di corretta informazione sul disturbo diagnosticato.
La natura, le caratteristiche, l’andamento, la prognosi e le possibilità di trattamento e di gestione, favoriscono l’accettazione e l’elaborazione della diagnosi stessa.
La finalità dell’intervento psicoeducativo mira allo sviluppo globale della personalità, valorizzando i tratti presenti e favorendo una migliore espressione di sé stessi.
Il Gruppo di Auto Mutuo Aiuto
L’OMS definisce i gruppi di Auto Muto Aiuto (AMA) come “l’insieme di tutte le misure adottate da non professionisti per promuovere, mantenere e recuperare la salute, intesa come completo benessere fisico, psicologico e sociale di una determinata comunità”.
Nei gruppi AMA i partecipanti, che si riuniscono volontariamente, cooperano per realizzare obiettivi di crescita personale.
All’interno di questo gruppo si condividono esperienze, vissuti, risorse, informazioni e strategie di soluzioni, scoprendosi risorsa per sé, per i compagni di gruppo e per l’intera comunità.
Il Gruppo con Tecniche Attive e Psicodrammatiche
Attraverso la condivisione di attività, come la drammatizzazione o il gioco, si facilita e si crea un percorso che mira a far emergere elementi nuovi, soprattutto emozioni.
Grazie al confronto e allo scambio, si favorisce la nascita di nuovi pensieri emotivi e la formulazione di “nuove” conoscenze e di processi di cambiamento nella visione del sé e dell’altro.